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Indagini archeologiche sulla collina di Castello nel Comune di Mendrisio, Quartiere di Tremona (1988-2011)

Premessa

I testi del presente sito riassumono, a tratti semplificando ed esemplificando, quanto studiato e pubblicato da vari autorevoli ricercatori nella prima monografia sui primi 20 anni di ricerca del sito archeologico di Tremona-Castello (Alfio Martinelli (a cura di), Tremona Castello. Dal V millennio a.C. al XIII secolo d.C. Edizioni del Giglio. Firenze 2008). La monografia può essere richiesta presso il segretariato (costo di 75 CHF + spese di spedizione; consegna a mano possibile, informatevi per le modalità). Eventuali errori, ambiguità e questioni irrisolte nel presente testo non rispecchiano quindi necessariamente l'interezza della ricerca svolta e si rimanda alla monografia per le considerazioni di dettaglio.

Storia delle ricerche e collaborazioni

Le indagini sul sito di Tremona-Castello sono state iniziate da Alfio Martinelli (docente-archeologo) nel 1991, che sin dall’inizio si è avvalso della collaborazione del prof. Dr. Jeffrey May (†2006; Dipartimento di archeologia , Università di Nottingham), già consulente per gli scavi alla Chiesa Rossa di Castel S. Pietro (1987) e dell’apporto insostituibile ed indispensabile di numerosi volontari. A questi si sono aggiunti, dal 2000, il comitato ed i soci dell’ARAM (Associazione Ricerche archeologiche del Mendrisiotto), sorta con lo scopo preciso di sostenere la ricerca nel sito di Tremona-Castello.
Per meglio seguire le varie attività di ricerca e per garantire la miglior qualità scientifica possibile, i responsabili dello scavo si avvalgono della collaborazione costante di altri archeologi specializzati nei diversi periodi storici e preistorici: Tamara Bernasconi, licenziata in inglese e archeologia preistorica; Dott. Barbara Cermesoni, laureata in Paletnologia e specializzanda in archeologia Preistorica e Protostorica; Dr. Christiane De Micheli, PhD. in archeologia romana; Dott. E. A. Arslan, eminente esperto in Numismatica; Dott. Roberto Castiglioni, archeobiologo; Prof. Dr. Cristina Cattaneo, paleopatologa e ordinaria all’Università degli Studi di Milano; Dott. Luca Arieni, geologo; Dott. Mauro Bolognese, geologo; Dott. Roberto Carinati, geologo; Dr. Markus Felber, dottore in geologia; Sanzo Guidali, forestale; Ivan Inauen, orafo; Dott. Annalisa Lovisolo, Università degli studi di Milano; Dott. Alberto Mazzucchelli, geologo; Dott. Isabella Nobile De Agostini, archeologa; Dott. Elisa Pedrini, Università degli studi di Milano; Dott. Leonor Peña –Chocarro, archeobiologa; Dott. Elena Rettore, archeologa; Anna Chiara Sais, licenziata in archeologia Preistorica e Protostorica; Dott. Marina Uboldi, archeologa; Dr. Ezio Walzer, dottore in medicina; Dott. Giovanni Zaro, geologo, dott. Martina Basile-Weatherill.
Le ricerche sul campo sono seguite regolarmente dai responsabili dell’Ufficio beni culturali: Dr. Giuseppe Chiesi, capo ufficio; Rossana Cardani, capo servizio archeologia e Diego Calderara, tecnico di scavo. Le monete sono determinate da Nevio Quadri (dal 2005), responsabile del laboratorio di restauro e del settore numismatico dello stesso ufficio.
Sono stati stabiliti contatti con l’IPNA, Università di Basilea nelle persone dei Prof. Dr. Jörg Schibler e Prof. Dr. Stephanie Jacomet che, dopo aver visitato il sito e attentamente valutato i risultati ottenuti finora, hanno dato la loro disponibilità per una collaborazione nei vari campi di loro competenza.
Le analisi dei resti vegetali sono svolte dal Laboratorio di Archeobiologia del Museo Giovio di Como e quelle paleoantropologiche sono eseguite dalla Prof. Dr. Cristina Cattaneo dell’Istituto di Paleopatologia dell’Università degli Studi di Milano. La datazioni al radiocabonio sono state eseguite dai laboratori di Oxford e dal Poznan Radiocarbon Laboratory (Polonia).
Il Dr. Markus Felber, dell’Ufficio consulenze geologiche e ambientali e coordinatore progetti Interreg IIIa MSG-Orsa-Pravello, si è occupato delle analisi petro-chimiche dei materiali fittili e litici.
Senza l’apporto dei militi dell’Ente della Protezione civile del Mendrisiotto (img 48), coordinati da Gabriele Camponovo, fra i primi a sostenere praticamente la ricerca sul campo, non avremmo potuto ottenere i risultati illustrati in questo rapporto. Dal 2002 gli apprendisti del Centro formazione professionale della Società Svizzera Impresari costruttori sezione Ticino partecipano al progetto Tremona-Castello occupandosi dei lavori di consolidamento e conservazione delle strutture messe in luce.
Il Municipio di Tremona in una riunione tenutasi il 29 settembre 2003, presenti i coordinatori di Interreg IIIa di parte svizzera Felber e Huber e un rappresentante dell'ARAM, ha espresso l'apprezzamento del Comune per i lavori svolti a Tremona-Castello e manifestato l'intenzione di valorizzarne i risultati, attraverso una piccola esposizione didattica stabile nel villaggio (nel frattempo è stato elaborato il progetto di antiquarium e approvata la variante di piano regolatore per la struttura ex novo), secondo modalità e forme da concordare con l'ARAM e l'Ufficio dei Beni Culturali.
Tutte queste persone non solo svolgono i lavori di ricerca sul campo, ma contribuiscono in modo costante e capillare alla divulgazione dei dati ottenuti, affinché il patrimonio storico-archeologico del sito non rimanga confinato nell’ambito dei soli specialisti, ma entri a far parte del patrimonio culturale di tutti.
Proprio grazie a questo impegno, Tremona-Castello, da quest’anno parte integrante del comprensorio del S. Giorgio iscritto nel patrimonio dell’UNESCO, sta gradualmente trasformandosi in un vero e proprio parco archeologico accessibile a tutti. Lo dimostrano le centinaia di persone che annualmente visitano la collina.

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