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Indagini archeologiche sulla collina di Castello nel Comune di Mendrisio, Quartiere di Tremona (1988-2011)

Ubicazione

La collina di Castello è un'altura di ca. 650 m, che si eleva sul lato occidentale della valle del Laveggio, nel territorio del Comune di Mendrisio, Quartiere di Tremona (img 1). La collina, ultima elevazione del gruppo del Monte San Giorgio prima della Pianura Padana, è una rocca naturale costituita prevalentemente da dolomia, dolomia brecciata e affioramenti di rocce calcaree e che nel loro complesso ricoprono un arco di tempo fra il Triassico superiore (225 M.a.) e il Liassico inferiore (ca. 200 M.a.). La sua morfologia presenta i versanti N ed E caratterizzati da notevoli salti di quota, mentre quelli a S e ad O, seppure in pendenza, sono meno acclivi. Un profondo crepaccio, parzialmente ostruito nella parte superiore, costituisce il limite del terrazzo settentrionale. La vegetazione, non più regolata dall'uomo, è composta in prevalenza da arbusti, noccioli, frassini, cornioli e ciliegi selvatici.

Posizione strategica

La collina, l'unica dalla cui sommità si controlla una rilevante parte del territorio circostante costituito dal Mendrisiotto e Basso Ceresio (img 2), da una buona parte del Comasco (img 3) e dal Varesotto (img 4), ha attirato l'attenzione dell'uomo in varie epoche, come testimoniano i numerosi reperti e le strutture che affiorano in superficie. Le testimonianze storiche dirette sono però praticamente nulle. Tuttavia, le ricche vicissitudini dei territori circostanti ci permettono di intuire indirettamente la situazione storica di Tremona-Castello. Già in epoca longobarda il Mendrisiotto e dunque Tremona, era inserito nel sistema stradale che collegava la base militare di Castelseprio con il porto di Riva San Vitale, l'arimannia di Mendrisio e l'Isola Comacina, centro vitale del sistema di difesa dell'Italia settentrionale. Questi medesimi territori, ormai inseriti nella pieve di Riva San Vitale, ancora dopo l'Anno Mille furono al centro della guerra fra Como e Milano (1118-1127) e in seguito della contesa tra il Barbarossa e dei suoi successori contro le vigorose mire indipendentiste dei comuni lombardi. Tremona-Castello si trova in posizione dominante rispetto a queste vie di transito e doveva rivestire un ruolo importante nel sistema di controllo del territorio. Dalla sommità della collina, non a caso completamente libera da costruzioni, oltre al controllo del territorio sottostante, si potevano ricevere e trasmettere messaggi da e per i punti di segnalazione di Malnate, del Baradello, Velate e Rodero verso Rovio e nella Valle d'Intelvi (img 5).

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